Sources for contribution to Michele Provinciali naming and dedication of square in Novilara, Pesaro, August 18, 2026. To be included in a video edited by Marcello Franco Length: max 120 seconds 2,250 characters 25 lines total (90 characters each line) 5 items of five lines each 3 line occupy about 10 seconds Includes 3 seconds of dead air between items (for ease of editing later) Marcello will use AI to record my voice in absentia, which will then be included in the video. From Mary Ann (Dorr) Lea’s interview (1999) Photography student at the Institute of Design during the same time that Michele Provinciali studied there. Art Institute Chicago Archives https://artic.contentdm.oclc.org/digital/collection/artists/id/1102/rec/1 "Oh, well — part of the basic methodology was isolating aspects of visual experience, like you isolated a line, or shape, or movement. And one of the really wonderful exercises we had with Hugo was "walking with a line," where we all went up to the top floor, which was a great big open space of the building on Dearborn, and you attached a piece of chalk to a stick — and the stick could be any length you wanted. You drew with that implement, so it was an extension of your arm, and it was an experience of creating a line in space. So it was — well, that was like the heart of the teaching at ID, where you expanded your experiences in creating art and photography." ChatGTP translation from English to Italian (2026-08-12): «Oh, beh — una parte della metodologia di base consisteva nell’isolare gli aspetti dell’esperienza visiva, così come si isolano una linea, una forma o un movimento. E uno degli esercizi davvero meravigliosi che facevamo con Hugo era “camminare con una linea”: salivamo tutti all’ultimo piano, che era un enorme spazio aperto dell’edificio di Dearborn, e attaccavi un pezzo di gesso a un bastone — e il bastone poteva essere lungo quanto volevi. Disegnavi con quello strumento, che diventava così un’estensione del tuo braccio, ed era un’esperienza di creare una linea nello spazio. Quindi era — beh, quello era un po’ il cuore dell’insegnamento all’ID, dove ampliavi le tue esperienze nella creazione di arte e fotografia.» Immaginate Provinciali che ti racconta dell'Institute of Design a Chicago e ti dice che "un'esercizio meraviglioso di Hugo Weber era “camminare con una linea”: "salivamo tutti in un enorme spazio aperto all’ultimo piano della scuola, e attaccavi un pezzo di gesso a un bastone. "Correvamo disegnando sul pavimento con quello strumento, un’estensione del tuo braccio, e alla fine di questa partita immaginaria di hockey crollavamo a terra esausti."* Immaginate Provinciali che nel grande aulone dell'ISIA di Urbino ti chiede (a tutta la classe) di urlare più forte che puoi, tutti insieme, senza spiegare o discutere perchè si fa. Tutti lo fanno e la segretaria e i bidelli si affacciano alla porta con grande preoccupazione sul viso. Immaginate Provinciali che ti dice che non sarai mai un grafico se snobbi gli attrezzi del mestiere. Immaginate Provinciali che per rimanere sani ti dice di "leggere moltissimo", di leggere più libri possibili e di guardare meno riviste di grafica.** Immaginate Provinciali che ti risponde che "la paglia non mi interessa" quando gli chiedi di essere il relatore per la tua tesi di grafica sui cestini artigianali sardi. Immaginate Provinciali che ti dice di fotografare le canne musicali delle launeddas come "isole, viste dall'aereo, sospese nel Mare Egeo ." Immaginate Provinciali che ti dice "Ti ringrazio di cuore" guardando la tua tesi finale su quello strumento musicale sardo, tesi che assomiglia tanto, è un vero specchio, del suo libro sul viaggio in Iran. Immaginate Provinciali che ti scrive una lettera per farti andare a studiare design come lui negli USA grazie a una borsa di studio Fulbright. Immaginate Provinciali borsista Fulbright nel 1951, sul transatlantico per New York poi sul treno per Chicago. Immaginate Provinciali in un grande solaio a Chicago mentre insegue un'invisibile dischetto da hockey, tracciando per terra con il gesso in punta alla sua mazza traiettorie impazzite e liberatorie. Immaginate Provinciali, il suo respiro, le sue poche decisive parole, la sua grande ispirazione per uno studente poco più che ventenne, come me. Grazie Michele. ——————— * I dettagli di questo esercizio sono stati ampliati anche grazie a un'intervista reperita online, di Mary Ann Lea, compagna di corso di Provinciali, consultabile a questo link dell'Art Institute Chicago Archives: https://artic.contentdm.oclc.org/digital/collection/artists/id/1102/rec/1 Il dettaglio dell'immagine della "partita di hockey", nel mio ricordo credo sia stato proprio di Provinciali. ** La frase originale di Provinciali, trascritta dal compagno di corso Antonio Grasselli il primo gennaio 1983, recita: “Un grafico deve leggere moltissimo. Piu’ libri legge e meno riviste di grafica guarda, piu’ rimane sano.” Cosi’ legge il frammento di carta, “sottoscritto” e firmato da Michele. _________________________________ Versione "Immagina" invece di "Immaginate". Con alla fine il ringraziamento a Michele. Entrambi le varianti aggiunte da Marcello Franca per la resa in IA. Versione finale usata nel video. _____________- Immagina Provinciali che ti racconta dell'Institute of Design a Chicago e ti dice che "un'esercizio meraviglioso di Hugo Weber era “camminare con una linea”: "salivamo tutti in un enorme spazio aperto all’ultimo piano della scuola, e attaccavi un pezzo di gesso a un bastone. "Correvamo disegnando sul pavimento con quello strumento, un’estensione del tuo braccio, e alla fine di questa partita immaginaria di hockey crollavamo a terra esausti."* Immagina Provinciali che nel grande aulone dell'ISIA di Urbino ti chiede (a tutta la classe) di urlare più forte che puoi, tutti insieme, senza spiegare o discutere perchè si fa. Tutti lo fanno e la segretaria e i bidelli si affacciano alla porta con grande preoccupazione sul viso. Immagina Provinciali che ti dice che non sarai mai un grafico se snobbi gli attrezzi del mestiere. Immagina Provinciali che per rimanere sani ti dice di "leggere moltissimo", di leggere più libri possibili e di guardare meno riviste di grafica.** Immagina Provinciali che ti risponde che "la paglia non mi interessa" quando gli chiedi di essere il relatore per la tua tesi di grafica sui cestini artigianali sardi. Immagina Provinciali che ti dice di fotografare le canne musicali delle launeddas come "isole, viste dall'aereo, sospese nel Mare Egeo ." Immagina Provinciali che ti dice "Ti ringrazio di cuore" guardando la tua tesi finale su quello strumento musicale sardo, tesi che assomiglia tanto, è un vero specchio, del suo libro sul viaggio in Iran. Immagina Provinciali che ti scrive una lettera per farti andare a studiare design come lui negli USA grazie a una borsa di studio Fulbright. Immagina Provinciali borsista Fulbright nel 1951, sul transatlantico per New York poi sul treno per Chicago. Immagina Provinciali in un grande solaio a Chicago mentre insegue un'invisibile dischetto da hockey, tracciando per terra con il gesso in punta alla sua mazza traiettorie impazzite e liberatorie. Immagina Provinciali, il suo respiro, le sue poche decisive parole, la sua grande ispirazione per uno studente poco più che ventenne, come me. Grazie Michele.